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Accesso antimafia della Questura al cantiere della variante alla SS27

Nella mattinata di giovedì 16 luglio 2026, si è svolto un “accesso” della Questura di Aosta ai cantieri di lavoro per la realizzazione della variante della strada statale 27 del Gran San Bernardo, tra Étroubles e Saint-Oyen.

L’accesso rientra nell’attività di controllo prevista dal Codice Antimafia. Il dispositivo di controllo impiegato, coordinato dal Centro Operativo di Torino della D.I.A., ha comportato una massiccia presenza di risorse di uomini e mezzi non solo della Valle d’Aosta ma provenienti anche dal Piemonte e da Roma. È stato così stato possibile monitorare in tempo reale l’intera vasta area del cantiere, disporre le verifiche e  mappare dall’alto le aree durante le attività. 

Sono state impiegate in totale 101 persone e tra queste, anche operatori appartenenti ai Comandi Provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza di Aosta nonché al locale Ispettorato del Lavoro. Inoltre è stato assicurato l’ausilio della Polizia Stradale e del Corpo Forestale della Valle d’Aosta.

Le Forze dell’ordine e gli enti ispettivi del lavoro hanno voluto verificare sul posto la presenza effettiva dei mezzi e delle maestranze autorizzate per l’esecuzione dei lavori che, in base al contratto stipulato dall’ANAS con la ditta appaltatrice, prevedono la realizzazione di una variante (che sarà in parte alternativa all’attuale SS 27) lunga 4 chilometri, di cui 3.900 metri di galleria, pensata per evitare le numerose curve e pendenze fra i due abitati ed attesa da diversi anni. 

Difatti, per la realizzazione dell’opera, prevista sin dall’anno 2008, il primo cantiere era stato avviato nel 2011 ma, dopo la risoluzione del contratto con il precedente appaltatore e un lungo contenzioso giudiziario che aveva visto anche l’intervento della magistratura penale,i lavori erano stati interrotti nel 2014 e finalmente ripresi nel settembre del 2023, dopo che era stata disposta l’esecuzione di un nuovo appalto,  con uno stanziamento di circa 145 milioni di euro e per il quale era stato nominato un commissario straordinario dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Gli accertamenti svolti sono stati finalizzati ad acquisire un quadro puntuale della struttura imprenditoriale incaricata dei lavori, mediante la verifica delle imprese operanti di fatto nel cantiere, dei lavoratori presenti, dei mezzi impiegati e della relativa documentazione, senza trascurare la verifica del rispetto della normativa in materia ambientale e quella concernente la sicurezza sui luoghi di lavoro nonché quella sulla regolarità dei rapporti di lavoro stipulati dalle ditte appaltatrici e sub-appaltatrici ed ovviamente quella sulle norme concernenti l’immigrazione in merito a lavoratori stranieri.

Il controllo, nel corso del quale è stata cristallizzata la presenza in cantiere di 78 lavoratori, 101 tra mezzi e macchine operatrici e di 32 società coinvolte a vario titolo nell’appalto, ha fatto emergere alcune violazioni in materia di sicurezza sul lavoro che hanno comportato la chiusura di una porzione del cantiere – quello per il completamento del tunnel verso Saint Oyen – finché non saranno superate le irregolarità riscontrate. 

Proprio allo scopo di prevenire irregolarità, nel settembre 2024 era stato sottoscritto un protocollo di legalità tra la ditta appaltatrice, la Società Anas, l’Ispettorato Territoriale del Lavoro, le organizzazioni sindacali nonché il Commissario straordinario appositamente nominato nel maggio 2022.

Con l’adesione a tale Protocollo, i firmatari manifestavano la volontà di assicurare concretamente la realizzazione del preminente interesse pubblico alla legalità in relazione alla realizzazione dell’opera infrastrutturale anche ai fini di prevenzione, controllo e contrasto dei tentativi di infiltrazione mafiosa e di verifica della sicurezza e della regolarità dei cantieri di lavoro, impegnandosi in particolare a rafforzare l’attenzione in ordine agli adempimenti previsti dalla legislazione a tutela della sicurezza dei luoghi di lavoro e la prevenzione degli incidenti nonché in genere per il monitoraggio dei flussi di manodopera.

Oltre al provvedimento della sospensione delle lavorazioni adottato in una parte del cantiere, l’attività proseguirà con ulteriori approfondimenti e analisi che saranno curati dalle forze di polizia intervenute, ognuno per la parte di rispettiva competenza, per poi essere compendiati con una valutazione finale da parte della Direzione Investigativa Antimafia.

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