Violenza di genere e giustizia riparativa: tre incontri formativi e di approfondimento
(©Laura Agostino per bobine.tv) -
L'incontro conclusivo della trilogia sulla giustizia riparativa
È stato completato il ciclo di tre eventi formativi e di approfondimento dedicati ai temi della violenza di genere, della comunicazione interpersonale e della giustizia riparativa, dai contenuti del volume Violenza di genere, giustizia riparativa, ascolto e comunicazione. Una sfida possibile?, organizzati in collaborazione con l’Associazione di studi e ricerche di psicologia giuridica.
Le iniziative si inserivano nel più ampio quadro delle attività di prevenzione e contrasto della violenza nei confronti delle persone e della comunità familiare, in coerenza con il protocollo d’intesa sottoscritto dalla Regione con le principali Autorità giudiziarie, le Forze dell’ordine, i servizi sociali, l’Azienda usl, la Sovraintendenza agli studi, la consigliera di parità, il Centro antiviolenza, l’Ordine degli avvocati e l’Ordine dei giornalisti della Valle d’Aosta.
Il programma prevedeva tre appuntamenti, a cura di Marilinda Mineccia, magistrato, presidente dell’Associazione di studi e ricerche di psicologia giuridica e già procuratore della Repubblica al Tribunale di Aosta e di Novara, che ha dialogato con alcuni fra gli autori dell’opera.
L’iniziativa mirava a favorire momenti di formazione, confronto e dialogo tra istituzioni, operatori del settore, professionisti e ordini e collegi professionali, promuovendo una cultura condivisa dell’ascolto, della comunicazione e della presa in carico delle vittime. Il programma ha ottenuto il sostegno morale della Fondazione Crt.
Venerdì 6 marzo
Il primo incontro, è stato dedicato all’illustrazione dei contenuti del volume Violenza di genere, giustizia riparativa, ascolto e comunicazione. Una sfida possibile?; sono intervenuti Sabrina Galli, Marco Briamonte, Giovanni Ghibaudi, Anna Sironi, Patrizia Patrizi e Piercarlo Lunardi.





Venerdì 27 marzo
L’appuntamento si è strutturato in un due momenti di approfondimento. Alle ore 15 sono stati affrontati i temi della corretta comunicazione interpersonale nella prevenzione e nell’accertamento dei reati di violenza di genere e delle prospettive dopo la commissione del reato, con gli interventi di Paola Maggiori, Luca Bollati e Paolo Granetto; alle ore 17.30, sono state presentate le ultime novità legislative in tema di contrasto alla violenza di genere, con un riferimento alla realtà territoriale della Valle d’Aosta, attraverso i contributi di Giuseppe Marra, Manlio D’Ambrosi, Gian Maria Sertorio, Livio Propato e Cristina Porta.

Venerdì 17 aprile
L’incontro conclusivo è stato dedicato al tema riscoprire il valore e le potenzialità della comunicazione interpersonale, con un focus sulle prospettive della giustizia riparativa tra pena e ricostruzione dei legami sociali. Il momento finale ha lasciato spazio al dialogo con il pubblico, tra commenti e riflessioni condivise. Sono intervenuti Marta Lamanuzzi, Monica Delmonte, Massimo Verzaro, Cristina Porta. Nel corso del pomeriggio è stato inoltre proiettato il docu-film The Meeting di Alan Gilsenan, che racconta un caso reale di giustizia riparativa.
La giustizia riparativa, introdotta e disciplinata dalla riforma Cartabia, è un modello che affianca il sistema penale tradizionale e mette al centro il confronto tra autore del reato e vittima, con l’obiettivo di ricomporre la frattura generata dal fatto criminoso. Non si limita alla sanzione ma punta alla responsabilizzazione, alla riparazione del danno e, quando possibile, alla ricostruzione delle relazioni.
Nel corso degli interventi, è stato evidenziato il potenziale di questo approccio, capace di offrire risposte più profonde rispetto alla sola pena. Allo stesso tempo, è emersa la complessità della sua attuazione concreta, che richiede un impegno significativo sul piano organizzativo e professionale. In particolare, è stata sottolineata la necessità di sviluppare gli Sportelli per le vittime di violenza e i Centri dedicati agli interventi riparativi, all’interno dei quali devono operare mediatori qualificati e specializzati nelle diverse tipologie di reato, con la presenza di almeno due professionisti per ogni percorso.
Non sono mancate le criticità. Tra queste, il limite temporale dei tre mesi previsti per i percorsi, ritenuto insufficiente per affrontare situazioni complesse e delicate che richiedono tempi più lunghi per costruire fiducia, elaborare il conflitto e arrivare a un esito realmente condiviso.

Pubblicato / aggiornato
il 18/04/2026 alle 09:50
Categoria:
Cultura