Il Consiglio Valle è riunito per mercoledì 22 e giovedì 23 aprile 2026, per discutere un ordine del giorno composto da 53 punti, di cui 5 rinviati da precedenti adunanze.
Comunicazioni del presidente del Consiglio
Le président Stefano Aggravi a rappelé que «le 24 avril 1949, pour la première fois dans l’histoire, les Valdôtains élisaient leurs représentants au Conseil de la Vallée. Ces premières élections marquaient une conquête, fruit d’un long chemin de reconstruction et de renouveau démocratique après les épreuves de la guerre et la fin du régime. À la veille du 25 avril, date de la Libération, ce rappel s’inscrit dans la continuité des faits qui ont permis le retour à la démocratie et l’exercice du vote. Ce moment historique a posé les bases de notre Autonomie et de notre vie institutionnelle. Il nous rappelle aujourd’hui encore la valeur de l’engagement civique, du dialogue et du respect des institutions.»
Il presidente ha quindi comunicato di aver ricevuto il 16 aprile una nota dal gruppo consiliare Fratelli d’Italia – Giorgia Meloni riguardante le notizie di stampa relative alla linea difensiva nel giudizio contro l’elezione del Presidente della Regione.
«Nella giornata di ieri, ho dato riscontro, trasmettendo la risposta a tutti i Consiglieri in un’ottica di piena trasparenza – ha detto Stefano Aggravi –. Considerato che la giornata odierna coincide con l’udienza fissata sulla vicenda, invito tutti i colleghi a tenerne il debito conto nei rispettivi eventuali interventi.»
Il capogruppo di Fratelli d’Italia, Alberto Zucchi, ha specificato: «Oggi siamo di fronte a una questione politica e istituzionale di estrema gravità. Due brevi osservazioni tecniche con forte rilievo politico. La prima: la decisione della Giunta di incaricare l’Avvocatura regionale di sostenere una tesi difensiva relativa a un ricorso di natura personale. Ci è stato detto che ciò avveniva nell’interesse della Regione: dissentiamo. Se fosse stato davvero così, perché il Presidente non ha partecipato al voto della delibera? L’assenza richiama un possibile conflitto di interesse. Se fosse stato nell’interesse della Regione, il Presidente avrebbe dovuto assumersene la responsabilità politica. Secondo punto: nella linea difensiva si evoca la possibile incostituzionalità della legge regionale del 2007. Come può una Regione mettere in discussione una propria legge dopo 19 anni? Se vi erano dubbi, si poteva intervenire. Farlo oggi, per difendere una posizione personale, è politicamente gravissimo e mette in discussione l’autonomia legislativa. Rappresenta una macchia politica profonda e indelebile, che a nostro giudizio incide sulla credibilità necessaria per continuare a svolgere la funzione che oggi il Presidente della Regione ricopre. Forse, sul piano tecnico, potrà anche uscirne indenne. Ma la politica si misura nella responsabilità, nella coerenza e nel rispetto delle istituzioni. Per questo ci chiediamo come lei possa non riconoscere la gravità dell’errore commesso e, ancor più, come il suo partito, che quella legge nel 2007 l’ha votata convintamente, possa non avvertire il peso di quanto accaduto. Un partito che ha fatto della difesa dell’Autonomia e delle prerogative di questo Consiglio il fondamento della propria identità non può accettare che, per tutelare una posizione personale, si arrivi a mettere in discussione una legge regionale. Ci sono limiti che non possono essere superati, che oggi sono stati oltrepassati.»
Per il consigliere del PD-Federalisti Progressisti VdA, Fulvio Centoz, si tratta di «un problema politico tutto interno all’Union Valdôtaine che si sta cercando di trasformare in tutti i modi in un problema giuridico. L’Uv ha vinto le elezioni e ha il diritto e il dovere di governare ma non c’è scritto da nessuna parte che debba farlo con questo Presidente e con questo Vicepresidente, creando questa situazione ormai al limite del grottesco. Il movimento aveva davanti a sé due strade genuine: se ritiene che Testolin e Bertschy siano indispensabili per governare questa Regione, presenti una proposta di legge per eliminare il limite dei mandati in Giunta, assumendosene la responsabilità politica di fronte ai valdostani. Se invece tale limite è ritenuto invalicabile, perché previsto da una legge che lo stesso partito ha contribuito ad approvare, allora può individuare tra i suoi eletti figure altrettanto capaci di guidare la Regione. Mi rivolgo al Presidente dell’Union Valdôtaine, Joël Farcoz, e al capogruppo Aurelio Marguerettaz, che ha espresso dubbi su questa linea difensiva assunta dalla Regione: assumetevi la responsabilità politica di questo momento ed evitateci la vergogna di una Regione che si presenta davanti alla Corte costituzionale non per difendere le proprie prerogative, ma per chiedere l’abrogazione di una propria legge, rinunciando a 80 anni di autonomia e umiliando il Consiglio regionale.»
«Questo non è un problema di difesa della Giunta, ma di cosa si intende per Autonomia – ha osservato il consigliere della Lega VdA, Corrado Bellora -. Parto da un presupposto: non è pensabile che un avvocato non informi il cliente della linea difensiva che intende assumere e, sicuramente, gli avvocati di cui stiamo parlando non sono persone poco serie. Ritengo quindi impossibile che il presidente e tutta la Giunta non sapessero. Non discuto le scelte tecniche degli avvocati, anche brillanti, ma politicamente il giudizio è opposto: è una scelta vergognosa. Essere autonomisti non significa fare discorsi in francese o parlare di Autonomia in ogni occasione: significa difenderla nel concreto e averne rispetto. Un partito che si definisce autonomista non può, per salvare sé stesso, abdicare al ruolo che si è autoattribuito. Questo significa prostituire l’Autonomia per salvare la propria poltrona. Chiedo quindi al Capogruppo dell’Union Valdôtaine, al Presidente della Regione, agli Assessori: quale sarà il prossimo passo? Chiederete di commissariarci?»
«Quanto accaduto rischia di diventare un precedente pericoloso per la nostra Autonomia – ha affermato il capogruppo della Lega Vallée d’Aoste, Andrea Manfrin -. Un Presidente che, per difendersi mentre ricopre la massima carica regionale, mette in discussione la legittimità costituzionale di una legge approvata dallo stesso Consiglio sta di fatto anteponendo se stesso alla Regione che amministra. Gli altri componenti della Giunta ne erano al corrente? Una Regione a statuto speciale che, anziché difendere con orgoglio le proprie norme nelle materie di competenza primaria, le impugna davanti alla Corte costituzionale per salvare un singolo caso, compie una scelta profondamente sbagliata. Se una norma non convince più – ed è legittimo – la si modifica qui, in Consiglio, con un atto politico. Non si chiede alla Corte di fare il lavoro sporco. Altrimenti si svuota di significato la nostra autonomia legislativa, si indebolisce la credibilità della Valle d’Aosta proprio mentre chiediamo -o potremmo chiedere – maggiori spazi di autonomia a Roma. Noi difendiamo le norme della nostra Regione non per convenienza, ma per principio. L’autonomia non è una bandiera da sventolare quando fa comodo e da accantonare quando diventa scomoda.»
Per la consigliere del PD-FP, Clotilde Forcellati, «c’è un filo rosso che lega Liberazione, Autonomia e coerenza delle istituzioni. Il 25 aprile 1945 e il 24 aprile 1949 definiscono il nostro perimetro politico. Il 25 aprile segnò, per la Valle d’Aosta, la fine del centralismo fascista e la possibilità di ottenere lo Statuto speciale; il 24 aprile 1949 rappresentò la maturità di quella libertà, con la prima elezione del Consiglio regionale e la piena legittimazione popolare. Celebrare queste date oggi richiede però verità. Non possiamo onorarle e al contempo ignorare una strategia difensiva della Giunta che rischia di minare la nostra architettura legislativa: mi riferisco all’ipotesi di incostituzionalità della legge regionale del 2007 per difendere una posizione personale. Come può un’istituzione autonoma mettere in discussione una propria legge? Questo genera sfiducia e crea un precedente pericoloso. È l’opposto della solidità costruita nel 1949. Onorare quelle date significa difendere l’Autonomia rispettando la dignità delle leggi: non uno scudo per il potere, ma un impegno verso coerenza e stabilità democratica.»
Per la capogruppo de La Renaissance Valdôtaine, Eleonora Baccini, «ci troviamo di fronte a una vicenda che va ben oltre un semplice caso giudiziario. Quando una maggioranza di governo si trova a difendere la propria posizione mettendo in discussione le regole che essa stessa ha contribuito a creare, si apre una frattura, non solo giuridica ma anche etica e politica. Com’è possibile che ciò che ieri era considerato giusto e necessario per la qualità della nostra democrazia oggi diventi improvvisamente incostituzionale? Com’è possibile che una regola pensata per limitare il potere venga messa in discussione proprio nel momento in cui quel limite entra in gioco? Questa scelta ha generato tensioni interne alla maggioranza: alcuni Consiglieri hanno espresso dubbi sull’opportunità di una simile linea difensiva, ritenuta politicamente inopportuna. Questo è un segnale importante: significa che non siamo davanti solo a uno scontro tra maggioranza e opposizione, ma a una crisi più profonda che attraversa le stesse istituzioni, una crisi di fiducia. Che messaggio si dà ai cittadini? Che le regole valgono finché non toccano chi governa? Che una legge può essere messa in discussione non perché ingiusta per tutti, ma perché scomoda per qualcuno? Questo non è un buon segnale. Non lo è per la credibilità delle istituzioni, non lo è per il rispetto di questo Consiglio e non lo è nemmeno per l’autonomia speciale della Valle d’Aosta, che rischia di apparire come uno strumento piegato a esigenze personali.»
«Prendo la parola in un giorno che considero tra i più tristi degli ultimi 80 anni della nostra Autonomia – ha dichiarato il capogruppo di Autonomisti di Centro, Marco Carrel –. Quest’Aula è il cuore del nostro autogoverno: qui si fanno le leggi e si rispettano. Ed è proprio questo il punto grave. Se Testolin, come persona fisica, nelle sue difese richiama l’incostituzionalità, è una scelta; se lo fa da Presidente la questione è politica. Ma qui, anche la Giunta ha deliberato di costituirsi, arrivando a ipotizzare l’incostituzionalità della legge regionale 21 del 2007. Questo è gravissimo: significa mettere in discussione una legge voluta da questo Consiglio. Non è solo una questione tecnica o personale: il Presidente rappresenta l’intera Regione. E mentre tutti rivendichiamo l’Autonomia, nei fatti rischiamo di negarla. Questo è il luogo del confronto e serve chiarezza. Presidente, ha ancora un’occasione per dare un segnale: riconosca l’errore e la sottovalutazione politica di quanto accaduto, e tragga le conseguenze. Solo così possiamo tutelare davvero il Consiglio, l’Autonomia e gli interessi della nostra comunità.»
«Una vicenda che è scivolata in un pericoloso paradosso ai danni della nostra Autonomia – ha detto il consigliere di AVS, Andrea Campotaro -. Il ricorso depositato dai colleghi Minelli e Torrione non impugna alcun atto amministrativo della Regione ma mira esclusivamente ad accertare il diritto soggettivo del Presidente Testolin a ricoprire una carica in Giunta per la quarta legislatura consecutiva. È singolare che la Giunta abbia scelto di intervenire in giudizio impegnando oltre 21.000 euro di risorse pubbliche per sostenere, con ulteriori legali, una posizione che attiene alla sfera personale del singolo e non all’interesse generale dell’Amministrazione. Ancor più grave e inaccettabile è la linea difensiva adottata: promuovere una questione di legittimità costituzionale sulla legge elettorale regionale è un precedente pesantissimo perché si chiede di abrogare una norma approvata da questo Consiglio pur di applicarla al caso specifico. Come può una maggioranza autonomista avallare questa linea difensiva che vuole indebolire la potestà legislativa della Valle d’Aosta? Condividiamo le posizioni espresse in merito alla degradazione del ruolo del Consiglio e riteniamo insoddisfacente la risposta del Presidente Aggravi che doveva prendere una posizione netta e chiara, invitando l’avvocato della Regione, l’Avvocatura regionale e il Presidente della Regione a stralciare la richiesta di ricorso alla Corte Costituzionale piuttosto che limitarsi a dire che AVS non doveva partecipare alla votazione del Presidente.»
«Sottolineando che il consigliere Campotaro fa parte di un gruppo che è parte interessata nella vicenda prendo atto del suo intervento che mi conferma che nella risposta che ho trasmesso a tutti i consiglieri ci sono elementi molto sensibili – ha replicato il presidente del Consiglio, Stefano Aggravi -. Per questo la sua insoddisfazione è, per me, la conferma che ho scritto il giusto.» La lettera è allegata all’articolo.
Il vicepresidente della Regione, Luigi Bertschy, ha replicato: «Noi, come gruppo e come maggioranza, ci riserviamo di non entrare nel merito del dibattito, oggi, nel rispetto dell’autorità giudiziaria. Siamo in una posizione diversa politicamente, e comprendiamo l’atteggiamento delle opposizioni, senza però evitare la discussione: avremo modo di affrontarla. Mi dispiace che alcuni interventi siano stati influenzati da una lettura parziale del ricorso, basata su quanto riportato dai giornali, senza poter conoscere gli atti e le difese. Noi ci riserviamo di metterli a disposizione, perché come voi amiamo la nostra Regione e la nostra Autonomia, e non intendiamo mettere in difficoltà il Consiglio regionale, che stiamo invece cercando di tutelare. Il principio in gioco riguarda il corretto rinnovo delle cariche e la possibilità di crescita e partecipazione all’interno di questa Assemblea. Un conto è difendere un principio, un altro è distorcerne l’applicazione rispetto alla sua finalità. Vi chiediamo quindi rispetto per il fatto che oggi riteniamo debba prevalere il lavoro della giustizia. Politicamente, poi, all’interno della maggioranza e di questo Consiglio, sapremo assumere piena consapevolezza di quanto accaduto.»
Comunicazioni del presidente della Regione
Il presidente della Regione, Renzo Testolin, nelle sue comunicazioni al Consiglio del 22 aprile 2026, ha riferito che «successivamente alla precedente adunanza consiliare, il presidente della Commissione paritetica, Vincenzo Nunziata, mi ha personalmente informato che la Commissione, nell’ultima sua seduta, ha approvato tre schemi di norme di attuazione dello Statuto speciale della Valle d’Aosta riguardanti le concessioni di derivazione d’acqua, le modifiche alla sezione di controllo della Corte dei Conti e le modifiche al coordinamento della finanza pubblica e di sistema territoriale integrato. Attendiamo ora l’invio ufficiale dei testi definitivi degli schemi approvati dalla Commissione paritetica, al termine di un intenso percorso politico e amministrativo che ci ha impegnato in questi ultimi mesi e che ha permesso di superare alcune osservazioni contenute nei pareri dei Ministeri competenti.»
«Dopo lo scalpore scaturito dalle dichiarazioni fatte dal Ministro degli esteri italiano al congresso di Forza Italia sullo sblocco della norma di attuazione sulle concessioni idroelettriche e il suo ritorno in Consiglio Valle, ci aspettavamo che il Presidente Testolin ci desse una spiegazione più dettagliata rispetto alla sua evoluzione – ha osservato il capogruppo della Lega Vallée d’Aoste, Andrea Manfrin -. Abbiamo chiesto al presidente del Consiglio Aggravi quando sarebbe stata calendarizzata questa norma, ma ci è stato risposto che ad oggi non c’è niente in programma. Se si fanno degli annunci, tendenzialmente dovrebbe seguire anche qualche fatto concreto. Se si parla di qualcosa, questo qualcosa c’è oppure no? Se non c’è, è evidente che qualcuno ha fatto dichiarazioni improvvide pensando che, siccome c’era un’occasione, si potesse, leggendo un fogliettino magari suggerito qualche attimo prima, fare un annuncio dicendo “vedete che risultati abbiamo portato”. Ma di risultati, però, non ce ne sono.»
Per la capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, Chiara Minelli, «ancora una volta siamo di fronte a un problema serio di metodo e di rispetto istituzionale. Tutti noi abbiamo appreso dai giornali e dalle agenzie dello sblocco della norma di attuazione sulle concessioni idroelettriche, annunciato dal ministro Tajani a un congresso di partito. Un fatto che parla da solo e che dice una cosa molto chiara: le sedi istituzionali vengono dopo, o peggio vengono bypassate. Questo Consiglio, il 28 gennaio 2025, ha approvato all’unanimità lo schema di decreto che era stato a sua volta approvato e licenziato dalla Paritetica. Da allora il nulla: non abbiamo più avuto informazioni e ad oggi noi non sappiamo cosa sia cambiato e quale equilibrio si stia delineando. Se le scelte sulle nostre risorse vengono annunciate altrove rispetto alle sedi istituzionali e il Consiglio viene tenuto all’oscuro, allora il tema non è soltanto la norma di attuazione: è il rispetto delle prerogative stesse di quest’Aula e di ciò che rappresenta per la nostra comunità. Per questo chiediamo che il Presidente della Regione riferisca immediatamente, oggi, sui contenuti e sulle modifiche della norma.»
Per il capogruppo di Fratelli d’Italia, Alberto Zucchi, «il presidente Testolin, in questa vicenda, è in parte lesa rispetto a quanto accaduto, e su questo esprimo anche una forma di solidarietà. Non ero presente al congresso di Forza Italia e mi riferisco quindi a quanto riportato dai giornali, che parlavano di uno “sblocco”. Ma uno sblocco, alla luce dei fatti, non c’è stato: semmai un rinvio, perché ogni modifica deve passare dal Consiglio regionale e dai passaggi istituzionali previsti. Parlare di sblocco è quindi fuorviante e rischia di essere anche pericoloso, perché la materia è ancora incompleta e mancano passaggi e pareri. Su temi così delicati serve serietà e rispetto delle sedi istituzionali, che devono essere pienamente informate. Evitare “sparate” mediatiche è fondamentale, perché si rischia di compromettere un lavoro complesso che riguarda interessi importanti della Regione e anche rapporti sovraordinati. Serve quindi confronto serio nelle sedi competenti, senza fughe in avanti o comunicazioni propagandistiche.»
Il consigliere Fulvio Centoz (PD-FP) ha aggiunto: «A questo punto la richiesta che noi avevamo avanzato di udire in prima Commissione i componenti di parte regionale della Commissione paritetica – uno dei quali siede in questo Consiglio – diventa sempre più urgente anche per capire che cosa sia successo.»
«Siamo contenti se davvero si è sbloccato un dossier fermo da anni e più volte affrontato in quest’Aula: per la Valle d’Aosta sarebbe un risultato importante – ha osservato il capogruppo di AdC, Marco Carrel -. Ma siamo anche preoccupati, perché non conosciamo ancora nel dettaglio modifiche e contenuti dell’intesa. Per questo abbiamo chiesto, insieme al PD e AVS, di audire i membri regionali della Commissione paritetica, per avere piena informazione su norme di attuazione e tempi. Nel 2023 avevamo scelto di garantire un collegamento tra Consiglio e Commissione paritetica con la presenza di un Consigliere regionale, per assicurare trasparenza e flusso di informazioni. Oggi, però, apprendiamo notizie rilevanti non nelle sedi istituzionali, ma attraverso dichiarazioni pubbliche e congressi politici. Anche se il segnale può essere positivo, va chiarito nelle sedi opportune: per noi che siamo Autonomisti, l’Autonomia si difende con trasparenza, conoscenza degli atti e rispetto del Consiglio regionale, non con annunci esterni come succede a questo con questo Governo.»
«Sul tema delle concessioni idroelettriche, Forza Italia si è spesa fortemente per la definizione della norma, attraverso il Vicepremier Tajani unitamente al nostro coordinatore regionale Emily Rini e l’onorevole Gasparri, responsabile degli enti locali e firmatario dell’accordo che viene richiamato in quest’Aula ogni due per tre – ha concluso il capogruppo di Forza Italia, Pierluigi Marquis –. Credo sia stato molto apprezzato il fatto che, al congresso, il nostro Ministro Tajani abbia detto che sono state superate le problematiche relative alla norma di attuazione e che, sostanzialmente, è chiuso il procedimento. Ciò significa che tutte le interlocuzioni che erano nate hanno dato esito positivo: il procedimento è stato chiuso con la partecipazione attiva del Presidente della Regione, del nostro coordinatore regionale e dei vertici nazionali. A brevissimo, avrete tutte le indicazioni che servono e ci piacerebbe che anche voi possiate condividere con entusiasmo questo risultato. Sembra quasi che dia fastidio quando si risolvono i problemi della Valle d’Aosta, quando dovrebbero esserci parole di apprezzamento, e stupisce ancor più quando la sofferenza e lo scherno sono manifestati dai banchi della Lega che è al governo nazionale.»
Designato il magistrato nella sezione di controllo della Corte dei conti
Il Consiglio Valle ha designato, con 19 voti, l’avvocato Salvatore Chiofalo quale magistrato nella sezione di controllo della Corte dei conti per i prossimi sette anni.
La scelta è avvenuta in base alla decisione della Conferenza dei Capigruppo di consentire a coloro che fossero in possesso dei requisiti richiesti di manifestare il proprio interesse inviando il proprio curriculum, pur non essendo tale procedura prevista dal decreto legislativo 179/2010.
Nella votazione ha preso 16 voti il candidato proposto dai gruppi di minoranza, Stefano Franco, segretario generale del Comune di Aosta.
Salvatore Chiofalo prenderà il posto di Franco Vietti, che era stato nominato dall’Assemblea il 24 gennaio 2019. Il suo incarico scadrà il 27 maggio.
La designazione è prevista dalla norma di attuazione dello Statuto speciale concernente l’istituzione di una sezione di controllo della Corte di conti (decreto legislativo n. 179 del 5 ottobre 2010). Tale sezione è composta da un presidente e da cinque magistrati, due dei quali con la qualifica di consigliere della Corte medesima. Gli altri tre magistrati sono nominati, sentito il Consiglio della Presidenza della Corte dei conti, dal Consiglio dei ministri, su designazione uno della Giunta regionale, uno del Consiglio regionale e uno del Consiglio permanente degli enti locali.
La sezione di controllo regionale esercita “il controllo sulla gestione dell’amministrazione regionale e degli enti strumentali, ai fini del referto al Consiglio regionale, nonché il controllo sulla gestione degli enti locali territoriali e loro enti strumentali, e delle altre istituzioni pubbliche di autonomia aventi sede nella regione, per riferirne agli organi rappresentativi di detti enti.” Inoltre, “a richiesta del Consiglio regionale, procede alla valutazione degli effetti finanziari delle norme legislative che comportino spese.”
Attività legislativa
Potenziamento della capacità di risposta del sistema regionale di protezione civile
Il Consiglio Valle ha approvato all’unanimità un disegno di legge che contiene disposizioni per il potenziamento della capacità di risposta del sistema regionale di protezione civile e per l’adeguamento della rete di radiocomunicazioni. I gruppi di opposizione non hanno partecipato al voto.
Il capogruppo di AdC, Marco Carrel, ha motivato la presa di posizione della minoranza: «Le opposizioni usciranno dall’Aula, in quanto non riteniamo opportuno approvare questa legge, in un segno che deve essere interpretato esclusivamente dal punto di vista politico. Oggi, siamo di fronte a una crisi politica: non entriamo nel merito della norma, ma abbiamo preso atto, nella discussione di questa mattina, che la Giunta impugna e arriva a richiedere l’incostituzionalità di leggi approvate da questo Consiglio. Riteniamo quindi opportuno lanciare un segnale, anche ai Consiglieri di maggioranza, affinché possano seguirci se condividono la necessità di affermare la centralità del Consiglio regionale, del potere legislativo e della difesa della nostra Autonomia.»
La minoranza ha espresso la propria posizione in una nota congiunta: «Fratelli d’Italia, Lega Vallée d’Aoste, PD-Federalisti Progressisti VdA, Alleanza Verdi e Sinistra, La Renaissance Valdôtaine e Autonomisti di Centro hanno deciso di abbandonare i lavori del Consiglio durante la discussione del disegno di legge su protezione civile e radiotelecomunicazioni, in segno di protesta contro la condotta della Giunta regionale, che ha messo in discussione la legittimità costituzionale di leggi approvate dal Consiglio stesso.
Questa scelta non riguarda il merito del provvedimento, bensì vuole essere un segnale politico netto in risposta a quella che riteniamo un attacco all’istituzione Consiglio Valle senza precedenti. Ad una situazione paradossale, dove la Giunta regionale mina alle fondamenta il ruolo e l’autorità del massimo organo legislativo regionale, si risponde con una presa di posizione netta. Il potere legislativo regionale non può essere piegato ad esigenze personali o di parte: deve rispondere esclusivamente all’interesse della comunità valdostana. Lo dobbiamo ai principi che ciascuno di noi ha proclamato assumendo questo mandato.»
Il provvedimento, presentato dalla Giunta il 13 marzo ed esaminato dalla terza Commissione, si compone di sei articoli che intervengono sull’adeguamento agli standard europei della rete digitale per garantire comunicazioni operative affidabili nelle fasi di previsione, soccorso e superamento dell’emergenza. Sul piano tecnico, la norma consente l’evoluzione dell’attuale rete basata su standard Etsi Tetra verso Tetra 2, per migliorare i servizi voce e dati, la localizzazione degli utenti, la registrazione delle comunicazioni e il monitoraggio centralizzato, prevedendo anche canali alternativi per assicurare la continuità del servizio.
La consigliere Josette Borre (UV) ne ha illustrato i contenuti in Aula, osservando come «l’esperienza maturata nei passati eventi calamitosi abbia evidenziato il ruolo essenziale delle radiocomunicazioni, soprattutto quando le reti telefoniche risultano indisponibili. Questo disegno di legge intende proiettare nel futuro questa capacità, dotando il sistema regionale di radiocomunicazioni – che già garantisce una copertura dell’intero territorio regionale – strumenti moderni, affidabili e adeguati. Gli interventi previsti non comportano, quindi, una sostituzione delle infrastrutture portanti esistenti, come i tralicci, ma riguardano l’aggiornamento delle componenti tecnologiche, incluse le antenne, per migliorare la qualità e l’affidabilità del servizio. L’impostazione del provvedimento è tecnologicamente neutra per garantire flessibilità e adattabilità rispetto alle future evoluzioni, inclusa la possibile integrazione con sistemi innovativi, come le tecnologie satellitari. Un altro elemento qualificante riguarda la modalità di finanziamento: sono previsti 5,2 milioni di euro complessivi, di cui 3,9 milioni per il 2026 e 1,3 milioni per il 2027, provenienti dai rimborsi dello Stato per gli eventi alluvionali del 29 e 30 giugno 2024 e del 16 e 17 aprile 2025, nonché dal fondo di accantonamento del bilancio regionale. Un’impostazione che consente di trasformare risorse straordinarie, originariamente destinate alla gestione dell’emergenza, in investimenti strutturali capaci di rafforzare in modo stabile la capacità operativa del sistema.»
«Una norma che dà risposte importanti per poter utilizzare le risorse rimborsate dalla Protezione civile nazionale per mettere in campo degli investimenti preventivi sul nostro territorio che permettono di prevenire situazioni di pericolo nei momenti di emergenza oltre a poter provvedere alle attività di ripristino post eventi alluvionali – ha osservato il presidente della Regione, Renzo Testolin –. Questo è lo spirito con cui siamo sempre stati sollecitati a operare anche dalla Protezione civile nazionale: un meccanismo che la Protezione civile valdostana ha sempre raccolto dimostrando capacità previsionali importanti che contribuiscono, in contesti delicati, a gestire situazioni che possono diventare pericolose per la popolazione. Nello specifico la norma va poi a destinare 5,2 milioni di euro per un investimento assolutamente importante per predisporre un sistema radio in grado di coprire tutto il territorio regionale offrendo garanzie di sicurezza e di copertura comunicativa anche in momenti emergenziali. Ringrazio le strutture che hanno redatto questo disegno di legge, la Commissione e la relatrice che lo hanno esaminato.»
L’Assemblea è chiamata a esaminare il sostegno e la promozione del Terzo settore.
L’Assemblea è chiamata a esaminare il primo provvedimento di variazione al Bilancio di previsione finanziario della Regione per il triennio 2026/28.
Attività ispettiva
Interrogazioni a risposta immediata
Sarà data risposta a cinque interrogazioni a risposta immediata di cui due, proposte dai gruppi Alleanza Verdi e Sinistra e PD-Federalisti Progressisti VdA, riguardano la norma di attuazione sulle concessioni idroelettriche.
L’iniziativa del gruppo Lega Vallée d’Aoste chiede conto delle modifiche alla legge elettorale regionale, dopo i dubbi sollevati dalla Giunta sulla sua costituzionalità, mentre quella del gruppo Autonomisti di Centro si occupa della chiusura al traffico della galleria di Sorreley. Infine, il question time del gruppo La Renaissance Valdôtaine tratta di un episodio di bullismo a scuola.
Interrogazioni e interpellanze
Il gruppo Alleanza Verdi e Sinistra ha presentato quattro interrogazioni e sei interpellanze: adozione del Piano spostamenti casa-lavoro per il personale delle strutture regionali; avanzamento dei lavori di elettrificazione della ferrovia Ivrea/Aosta; situazione dei lavoratori della Telecontact; collegamento funiviario Pila-Cogne; adeguatezza delle prove e modernizzazione delle selezioni nei concorsi pubblici regionali; designazione dei rappresentanti delle associazioni ambientaliste nel Comitato regionale per la gestione venatoria; valorizzazione degli spazi incompiuti dell’ex cotonificio Brambilla di Verrès; revisione della riforma della disabilità; introduzione del codice d’argento per la presa in carico dei pazienti anziani fragili al Pronto soccorso dell’ospedale Parini; mancata promozione della riforma della disabilità.
Con due interrogazioni e un’interpellanza, il gruppo Autonomisti di Centro chiede chiarimenti sull’organizzazione di tornei di Poker live al Casino, sul futuro del Piano faunistico venatorio e su di una rissa al Casino del 4 aprile 2026.
Sono otto le iniziativedel gruppo Fratelli d’Italia, di cui due interrogazioni e sei interpellanze: tempi per la creazione della società unica degli impianti di risalita; collegamento funiviario Pila-Cogne; iniziative urgenti della Regione contro lo stato di abbandono dell’ex hotel “La Lanterna” di Saint-Pierre; ruolo, utilizzo e ricadute dell’attività della Fondazione Courmayeur Mont Blanc sulle politiche regionali; grado di dipendenza finanziaria, valorizzazione della francofonia e efficacia delle attività svolte da enti e fondazioni culturali sostenuti dalla Regione; applicazione della normativa statale Palestre Aperte e indirizzi regionali per la gestione degli impianti sportivi scolastici; scadenza dell’accordo della Regione con lo stabilimento Heineken di Pollein; sicurezza delle aree interessate dalla frana di Palleusieux a Pré-Saint-Didier.
Il gruppo Lega Vallée d’Aoste discuterà due interrogazioni e quattro interpellanze: mancata copertura del fabbisogno di assistenti amministrativo-contabili in Regione; occupazione abusiva della Torre piezometrica adiacente allo stabilimento Cogne Acciai Speciali e degli spazi sotto il viadotto autostradale; stato di agitazione al Casino di Saint-Vincent; censimento delle comunità islamiche e rispetto delle regole di convivenza con le comunità locali; competenze del Centro per uomini autori di violenza; attività di promozione e marketing dell’Ecole Hôtelière di Châtillon.
Il gruppo La Renaissance Valdôtaine ha depositato un’interrogazione riguardante i centri traumatologici a servizio delle principali località sciistiche regionali.
Inoltre, i gruppi Lega VdA e La Renaissance hanno proposto cinque iniziative congiunte, di cui due interrogazioni e tre interpellanze: situazione di degrado e criticità gestionali del Centro servizi per il contrasto della povertà di via Stevenin ad Aosta; situazione dei medici di medicina generale; intenzioni della Regione sulle tariffe autostradali gestite da Rav Spa; limitazione dell’orario mattutino e tetto annuale dei viaggi del servizio di trasporto per persone con disabilità; introduzione del codice d’argento al Pronto soccorso dell’ospedale Parini e miglioramento dell’assistenza alle persone anziane fragili.
Infine, sono sei le iniziative del gruppo PD-Federalisti Progressisti VdA, di cui due interrogazioni e quattro interpellanze: costituzione della Regione nel ricorso per l’accertamento dell’ineleggibilità del presidente Testolin; tempistiche dell’esame in Commissione del Piano regionale dei trasporti; procedure di prevenzione, accertamento e gestione di casi di plagio nelle tesi di laurea all’UniVdA; istituzione di un Centro di giustizia riparativa in Valle e promozione delle formazione specialistica accademica; bando “Investimenti produttivi per la competitività delle aziende agricole” del Complemento regionale di sviluppo rurale 2023-2027; rilancio delle politiche di locazione e acquisto della prima casa per i giovani.
Mozioni
Cinque mozioni sono state sottoscritte congiuntamente. Una è dei gruppi UV, CA, AVS, AdC, Lega VdA, per sollecitare la revisione della disciplina sull’origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari. Tre sono dei gruppi Lega VdA e La Renaissance: revisione delle regole di accesso e assistenza familiare nelle strutture sanitarie e socio-sanitarie per garantire la presenza nelle fasi critiche e terminali di vita; bando del corso per addetti ai servizi di controllo e sicurezza locali notturni aperto a tutti e non solo a cittadini stranieri; organizzazione di un evento per celebrare gli atleti, i tecnici e gli staff valdostani che hanno partecipato ai Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano-Cortina 2026. Una mozione è dei gruppi AVS, Lega VdA, La Renaissance, PD-FP, FdI, AdC, ed è volta ad approfondire in prima Commissione l’iter e le procedure delle norme di attuazione e il funzionamento della Commissione paritetica.
Il gruppo AVS ha proposto una mozione per sollecitare il raddoppio della tratta ferroviaria Aosta/Quart e la riattivazione della stazione di Quart.
Una mozione anche per il gruppo AdC che chiede l’allineamento dei valori di deflusso minimo vitale/deflusso ecologico rilasciato a tutte le derivazioni idroelettriche per far fronte ai maggiori costi derivanti dalla crisi energetica.