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Le reazioni della politica al caso Testolin

Dopo la discussione in Consiglio Valle sulla decadenza di Renzo Testolin dalla carica di presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta, la politica valdostana continua a interrogarsi e a esprimersi sulla questione.

Union valdôtaine

Il Conseil fédéral dell’Union valdôtaine si è riunito, a Saint-Christophe, nella serata di mercoledì 6 maggi 2026 e ha adottato la risoluzione seguente:

Le Conseil fédéral de l’Union Valdôtaine, ayant pris acte de la décision rendue par le Tribunal civil d’Aoste, qui a accueilli le recours présenté par Alleanza Verdi Sinistra ; dans le respect des institutions, et après une analyse approfondie de ladite décision ; considérant que le moment politique exige responsabilité, lucidité et sens des institutions, et qu’aucun vide administratif ni aucune incertitude susceptible d’entraver l’action publique ne saurait être admis ; soulignant qu’aucune situation d’instabilité ne peut être tolérée, dès lors qu’elle risquerait de compromettre la continuité et l’efficacité de l’action administrative ; considérant qu’aucune initiative visant à contester la constitutionnalité de la loi ne doit être engagée à ce stade ; adopte la résolution suivante :

  1. ⁠d’engager sans délai toutes les démarches nécessaires afin de parvenir au rétablissement rapide de l’exécutif régional, en mesure de garantir continuité, autorité et pleine opérationnalité ;
  2. de donner mandat au Comité fédéral et à la dirigeance du Mouvement de poursuivre, avec cohérence et détermination, la ligne politique définie dès le début de la législature, fondée même sur des avis juridiques, visant à sauvegarder l’intérêt de la communauté ;
  3. ⁠de donner mandat aux élus au sein du Conseil de la Vallée de poursuivre l’action administrative entamée, afin d’apporter des réponses concrètes aux attentes des citoyens ;
  4. 4d’appuyer la présentation d’un recours de la part de Renzo Testolin devant la Cour d’appel, afin d’assurer la continuité de l’action du Gouvernement et de rétablir, dans les meilleurs délais, la pleine opérationnalité de l’exécutif régional.

Uniti a Sinistra

In una nota di giovedì 7 maggio, Uniti a Sinistra scrive:

La Direzione dell’Allleanza di Uniti a Sinistra […] esprime una ferma e netta critica alla scelta dell’Union valdôtaine e della maggioranza politica […] di sostenere il ricorso in Appello del Presidente Testolin, mantenendo l’attuale Giunta. Attesa la piena libertà di Testolin di ricorrere in Appello, tale decisione rappresenta un atto grave che contribuisce a destabilizzare l’intero Consiglio regionale e a compromettere la credibilità delle istituzioni valdostane. La situazione risulta ulteriormente aggravata dal fatto che, in attesa dell’esito del ricorso, la guida del governo regionale sia affidata al vicepresidente Bertschy, che si trova nella medesima condizione giuridica irregolare del Presidente Testolin. Riteniamo inaccettabile il tentativo di minimizzare la portata della vicenda, che mette in discussione la legittimità stessa dell’attuale assetto politico e dell’intera legislatura. È evidente, infatti, che il risultato elettorale del 2025 risulta di fatto alterato, poiché Testolin e Bertschy, ineleggibili nella Giunta, hanno comunque contribuito in modo determinante al consenso elettorale dell’Union Valdótaine. Ancora più preoccupante appare la disponibilità di parte della maggioranza a ricorrere alla dichiarazione di incostituzionalità di una legge regionale pur di salvaguardare posizioni di potere. Una scelta che mina alle fondamenta la solidità del nostro sistema di Autonomia speciale, costruito su equilibrio istituzionale, rispetto delle regole e responsabilità politica. Alla luce di quanto emerso, riteniamo che gli atti normativi fin qui sottoscritti presentino profili di illegittimità e consideriamo altrettanto illegittimo il tentativo di proseguire lungo questa linea politica e istituzionale. Siamo altresì convinti che, indipendentemente dall’esito del giudizio in Appello, resti imprescindibile affrontare con serietà il tema della limitazione dei mandati. Ciò appare ancor più necessario alla luce dell’arroganza dimostrata dalla maggioranza e del fatto che una parte significativa dell’attuale Giunta sarebbe direttamente interessata da tale normativa nella futura legislatura. Infine, non possiamo non rilevare l’impressione sempre più evidente dell’esistenza di un patto di potere tra eletti, che trova scarsa opposizione all’interno del Consiglio regionale, fatta eccezione per alcune isolate posizioni come quella di AVS. Le forze di Uniti a Sinistra continueranno a battersi per il rispetto della legalità, la trasparenza istituzionale e la tutela dell’autonomia, valori che non possono essere piegati a logiche di convenienza politica.

Stella alpina, Rassemblement valdôtain e Azione

I movimenti del Centro Autonomista, con una nota congiunta di giovedì 7 maggio: «confermano la piena condivisione del percorso politico e istituzionale intrapreso dall’attuale maggioranza regionale, il cui perimetro rimane quello definito all’avvio della presente esperienza di governo e fondato sugli indirizzi programmatici condivisi dalle forze che la compongono».

E spiegano: «In questo contesto si inserisce la decisione di Renzo Testolin di proporre appello avverso la sentenza recentemente pronunciata. Si tratta di una scelta esercitata nel pieno rispetto e in applicazione del quadro normativo vigente, che disciplina espressamente tale facoltà, e costituisce uno strumento volto a garantire continuità amministrativa, certezza istituzionale e piena operatività dell’azione di governo in una fase particolarmente delicata per la Valle d’Aosta.
Nelle prossime settimane la Regione sarà infatti chiamata ad affrontare passaggi fondamentali e non rinviabili, tra cui l’approvazione del rendiconto, l’assestamento di bilancio, il percorso relativo alle norme di attuazione e i dossier strategici concernenti le concessioni idroelettriche, oltre a provvedimenti che incidono direttamente sui servizi ai cittadini, sulla programmazione delle risorse e sugli interessi economici e sociali della comunità valdostana. In tale quadro, un prolungato scenario di incertezza rischierebbe di compromettere la piena funzionalità delle istituzioni regionali e la capacità della Regione di programmare e attuare gli interventi necessari.
Le forze del Centro Autonomista ritengono pertanto corretto che una materia caratterizzata da profili interpretativi complessi e non univoci possa essere definita attraverso il previsto ulteriore grado di giudizio, così da giungere a un chiarimento stabile e definitivo, utile non soltanto per il presente, ma anche per il futuro assetto istituzionale regionale. Resta altresì chiaro che, qualora l’esito dell’appello dovesse confermare la pronuncia impugnata, il percorso giuridico dovrà considerarsi concluso, restando invece valido e definito il successivo percorso politico dell’attuale maggioranza.
Un’attenta riflessione andrà inoltre compiuta rispetto al possibile appello della Giunta regionale, quale conseguenza della prima costituzione in giudizio, valutandone con equilibrio le implicazioni istituzionali, amministrative e politiche.
In tale contesto, il Centro Autonomista ritiene importante che il giudizio di appello rimanga circoscritto ai profili oggetto della controversia, senza ricorrere alla prospettazione di questioni di legittimità costituzionale della legge regionale che rischierebbero di determinare un ulteriore prolungamento della fase di incertezza istituzionale, nel rispetto dell’interesse generale della comunità valdostana
».

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