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Corrado Gex: resta il mistero sulla sua morte

Venerdì 10 aprile 2026, la salma di Corrado Gex, è stata nuovamente tumulata nella tomba di famiglia, ad Arvier. Era stata estumulata alle ore 7 di lunedì 5 luglio 2021.

L’attività era stata disposta dal Onelio Dodero, procuratore capo della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cuneo, che ha riaperto l’indagine – nel 2019 – poiché si riteneva necessario chiarire qualche aspetto. L’ipotesi di reato è omicidio.

Corrado Gex, enfant prodige della politica valdostana, è morto in un incidente aereo il 25 aprile 1966. Il velivolo, con lui alla guida, si schiantò in località Arielle, in area boschiva del Comune di Castelnuovo di Ceva. Con lui sono morti anche Edy Tillot, Giuseppe Chiavenuto, Giuseppe Andorno, Wilma Andorno, Maruska Zagari, Plinio Maglione e Marie Coudre.

Nato nel 1947, laureato in giurisprudenza, all’età di 27 anni fu eletto nel Consiglio regionale della Valle d’Aosta e nominato assessore alla Pubblica istruzione. Promosse la distribuzione gratuita di libri a tutti gli studenti delle scuole elementari e la fondazione dell’Istituto Professionale di studi regionali e federalisti. Si dimise nel 1963, per assumere la carica di deputato, rappresentante della Valle d’Aosta in Parlamento, dove fu eletto da una coalizione comprendente le Union Valdôtaine e forze di sinistra.

I resti erano stati trasportati all’istituto di Medicina Legale dell’Università degli studi di Milano, per l’effettuazione di una serie di analisi autoptiche, non effettuate dopo il decesso.

Questa non è la prima indagine sull’incidente aereo e sul presunto omicidio di Gex ma, al di là delle ipotesi, alcune anche legate a una matrice spionistica, nulla è sinora stato dimostrato.

L’esito delle analisi autoptiche

La procura di Cuneo, giovedì 25 giugno 2026, ha reso noto che: «dopo complesse e articolate operazioni che hanno anche richiesto un rilevante lasso temporale» il collegio dei Consulenti, nominato il 21 giugno 2021 e comporto da Cristina Cattaneo, Domenico di Candia e Debora Mazzarelli, ha concluso gli accertamenti demandati e ha depositato la propria relazione.

Queste le conclusioni: “I resti esumati nel contesto del presente procedimento penale in data 5 luglio 2021 sono riconducibili a un individuo principale, oltre a un secondo individuo rappresentato esclusivamente da pochi frammenti di un avambraccio destro sovrannumerario.
– I resti attribuiti all individuo principale appartengono a un soggetto di sesso maschile, di età compresa tra 27 e 48 anni, di provenienza biogeografica europea, e da identificarsi in Corrado GEX, nato a Arvier (AO) il 12/4/1932
– I resti presentano diffuse alterazioni tafonomiche da calore, con perdita delle estremità degli arti e della maggior parte del cranio.
– Oltre a tali alterazioni, sono presenti lesioni di natura meccanica con caratteristiche peri-mortem, tutte di tipo contusivo, riconducibili per morfologia e distribuzione all impatto del velivolo.
– Non è possibile per lo stato di avanzata decomposizione risalire alla esatta causa di morte né se la suddetta lesività contusiva sia stata prodotta in vita o su corpo morto.
– Nei tessuti biologici di Gex sono state rinvenute tracce coerenti con la presenza di Isopropyl S-2-diisopropylaminoethyl methylphosphonothiolate (nervino Classe V2). Tuttavia, il risultato non può essere considerato della stessa forza probatoria di un’identificazione ottenuta con standard certificato, poiché la estremamente bassa concentrazione, l’avanzato stato di degradazione dei campioni, la complessità delle matrici e l’assenza di marcatori secondari provenienti da degradazione impongono una valutazione prudente.
– In riferimento all’ipotesi agli atti che correla l’esposizione di Gex alla sostanza con l’incidente, non è possibile esprimersi in termini di certezza poiché non è dato conoscere la concentrazione del principio attivo (qualora presente) in circolo al momento del sinistro
“.

La sostanza individuata è agente nervino di tipo V: una sostanza organofosforica estremamente tossica che inibisce l’acetilcolinesterasi, causando un accumulo di acetilcolina e quindi crisi colinergica con broncospasmo, salivazione, convulsioni e possibile insufficienza respiratoria. In pratica, una sostanza chimica molto tossica usata come arma. Agisce bloccando un enzima fondamentale del corpo, così i nervi continuano a mandare segnali senza controllo e la respirazione può fermarsi rapidamente.

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