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UpPi: un convegno sul valore della proprietà immobiliare in Valle d’Aosta

Il sindacato UpPi (Unione piccoli Proprietari immobiliari) della Valle d’Aosta ha organizzato un convegno dibattito intitolato La proprietà immobiliare: un valore per la Valle d’Aosta focalizzato sui temi delle locazioni a canone concordato e degli affitti brevi. L’incontro si è svolto giovedì 7 maggio 2026.

Ha aperto i lavori Jean-Claude Mochet, neo confermato presidente UpPi Valle d’Aosta e segretario generale nazionale della medesima sigla, che ha illustrato l’opportunità e la convenienza delle locazioni a canone concordato in alternativa agli affitti brevi, approfondendo gli aspetti legati alla normativa e alla tassazione. Ha riferito che 1.198 contratti di locazione per appartamenti in Aosta sono stati registrati nel 2025: 992 a canone libero, 196 a canone concordato: «Molto pochi e siamo molto al di sotto della media nazionale, che raggiunge il 50%. Probabilmente per il timore dei proprietari. Staimo cercando di potenziarli a beneficio dei giovani, di coloro che hanno contratto di lavoro a tempo determinato, di sportivi, di universitari». Il sindacato è al lavoro per riadeguare normativamente ma anche economicamente gli accordi territoriali attualmente in prorogatio. Ha segnalato che Aosta ha un parco immobiliare molto importante, purtroppo talora vecchio (e quindi non disponibile) e destinato in parte importante agli affitti turistici. Quindi il dato del 56% delle case non occupate in Valle d’Aosta è da rileggere in quest’ottica.

Raffaele Rocco, sindaco di Aosta, ha detto che la Giunta è al lavoro per agevolare la possibilità di trasformare le case sfitte o indisponibili in occasione per i richiedenti: «Prima di prenere decisioni partendo da presunzioni, vogliamo incontrare i rappresentanti delle Aassociazioni per capire la situazionee e la domanda. Stiamo cercando di ottenere i numeri rappresentativi della situazione della città. Vogliamo attivare una politica abitativa pragmatica, destinando le disponibilità a giovani, studenti e alle famiglie di fascia grigia (non hanno le risorse per un mutuo ma sono troppo alte per accedere all’edilizia convenzionata). Vorremmo agevolare l’incontro fra domanda e offerta ma anche agevolare gli interventi edilizi sugli immobili».

Il presidente Mochet ha ripreso la parola per ricordare che i contratti 4+4 hanno la cedolare secca al 21% e non pagano le imposte di bollo e di registro. I contratti agevolati (che si possono stipulare solo nei Comuni ad alta densità: Aosta, Châtillon, Morgex e Verrès) hanno un canone calmierato ma una riduzione del 25% dell’Imu. La richiesta di contratti transitori è crescente. La durata massima è di 18 mesi non rinnovabili e l’Imu è ridotta del 25%. Per gli univversitari la durata può essere da 6 a 36 mesi, rinnovabile una volta.
Ha poi fatto un focus sugli affitti brevi, ricordando che se si destina a questa attività più di due unità immobiliatti, si trasforma in una locazione imprensitoriale- ciò non vale per chi fa affitti turistici di durata superiore i 30 giorni. La disciplina delle locazioni brevi è applicabile anche alla sublocazionee breve e ai contratti stipulati dal comodatario dell’immobile. La cedolare seecca spetta solamentee se il contratto è stipulato da peersone fisiche.

Salvatore Barillaro, del Sindacato degli Inquilini, è intervenuto precisando che gli accordi territoriali conferiscono stabilità al proprietario e all’inquilino. Il nuovo accordo (che sarà firmato da sei sigle sindacali) permetterà di trovare sul mercato un maggior numero di immobili.

Adolfo Dujany, appena confermato segretario UpPi Valle d’Aosta, è intervenuto sul diritto alla casa, sul concetto di casa green e sulle problematiche delle abitazioni sfitte per delineare il futuro della piccola proprietà immobiliare. Ha introdotto il proprio intervento ricordando che la spesa per la casa non dovrebbe sforare il 30% del reddito familiare ma in Italia, complice la mancata rivalutazione degli stipendi, è spesso superato e in maniera anche importante. A livello europeo sono stati stanziati 43 miliardi di euro per ottenere l’obiettivo Casa Green. L’obiettivo è emissioni zero entro il 2050. Dal 2030, tutte le case, per essere locate, dovranno ottenere la classe energetica E. SInora il Governo non ha varato un proprio piano di ristrutturazione del patrimonio, che doveva essere presentato entro il 31 dicembre 2025. L’auspicio è che lo Stato e la Regione mettano a disposizione adeguate misure di supporto economico ai proprietari per riqualificare i propri immagini.

Le tematiche tecniche relative agli affitti brevi sono state affrontate da Andrea Billotti, host e community leader VdA per Airbnb, con una relazione sulle problematiche riscontrate in seguito all’introduzione del Cir, del Cin e dell’imposta di soggiorno. In relazione al Cir, al Cin e all’Imposta di soggiorno, ha riferito le difficoltà interpretative e applicative di fronte alle quali si trovano i proprietari,non ultima la vetustà della piattaforma regionale. «Sarebbe opportuno ridurre o quanto meno agevolare il carico amministrativo che si concentra sull’host. In questo modo, oltretutto, ci sarebbe consentito di erogare una maggior cura all’ospite (con ricadute evidenti sull’intero sistema)», ha detto. Sono stati rilasciati 7.900 Cir (compresi quelli che fanno locazioni lunghe e, quindi, gli affitti brevi si attestato a circa 6mila unità, per un terzo concentrati ad Aosta, Courmayeur e Valtournenche).

Roberto Nale, consigliere regionale Fiaip Valle d’Aosta con delega al mercato immobiliare, ha analizzato l’attuale situazione del mercato immobiliare regionale ponendo a confronto la realtà degli affitti brevi con quella degli affitti residenziali. Ha riferito di non aver mai visto un tale squilibrio tra la domanda e l’offerta di locazione, a qualsiasi livello. Le cause di questa difficoltà non sono realmente riconducibili agli affitti brevi, ha detto: «Al catasto, 137.298 abitazioni sono censite in Valle d’Aosta; la città di Aosta ha 21.100 abitazioni censite: 16.600 sono le famiglie residenti in proprietà o locazione. Il saldo è di 4.400 unità. I Cir registrati sono circa 620. Quindi le case spente sono uno stock importante, che diventa ancor più imponente con riferimento al dato regionale. La ristrutturazione degli appartamenti è diventata antieconomica e gli effetti si vedono anche sul mercato della vendita».

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