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Allarme per la Cogne Acciai Speciali

A lanciare per prima l’allarme, venerdì 3 luglio 2026, è stata la Cgil, che in una nota ha scritto: «Le categorie dei metalmeccanici FIOM, FIM e UILM, proclamano 8 ore di sciopero per l’intera giornata di martedì 7 luglio, coinvolgendo tutti i turni di lavoro, in seguito alla decisione dell’azienda di disdire unilateralmente il contratto integrativo aziendale 2023-2026. La disdetta del contratto integrativo apre una fase di grave conflitto e conferma la profonda crisi dell’acciaieria valdostana.
Si tratta di una scelta di estrema gravità, che mette in discussione un sistema di relazioni sindacali costruito in oltre trent’anni di contrattazione e di conquiste delle lavoratrici e dei lavoratori della Cogne Acciai Speciali. L’accordo resterà formalmente in vigore fino al 30 settembre, termine entro il quale sarà possibile aprire un confronto per il suo rinnovo. In assenza di un nuovo accordo, il contratto integrativo decadrà, cancellando diritti e tutele conquistati nel corso di decenni.
Questa decisione non rappresenta un episodio isolato, ma è il punto di arrivo di un progressivo deterioramento del clima aziendale. Negli ultimi mesi si sono moltiplicate le contestazioni disciplinari, alcune sfociate in licenziamenti, mentre numerose decisioni sono state assunte unilateralmente dall’azienda, con ricadute dirette sulle condizioni di lavoro e sulle tutele del personale
».

Per FIOM, FIM e UILM la disdetta dell’integrativo rappresenta un segnale estremamente preoccupante anche rispetto allo stato di salute della principale realtà industriale della Valle d’Aosta: «La grave crisi economica che sta attraversando la Cogne Acciai Speciali non può essere affrontata scaricandone il peso sulle lavoratrici e sui lavoratori, mettendo in discussione diritti consolidati e riducendo gli spazi di confronto sindacale.
Il futuro dell’acciaieria valdostana richiede una strategia industriale credibile, investimenti, rilancio produttivo e relazioni industriali fondate sul rispetto reciproco. La scelta compiuta dall’azienda va invece nella direzione opposta, alimentando il conflitto in un momento in cui sarebbe necessario costruire soluzioni condivise
».

A ruota è arrivata la nota del Savt, che specifica: «I lavoratori presidieranno via Paravera, davanti alla palazzina della direzione della Cogne, dalle ore 9.00. Il SAVT Industrie ritiene infatti che le decisioni assunte dall’Azienda non possano ricadere sui lavoratori né penalizzarli economicamente».

Sabato 4 luglio, sulla questione è intervenuta anche Pour l’Autonomi: «Lo stabilimento Cogne Acciai Speciali è un pilastro dell’economia valdostana. Insiste su un’area di proprietà regionale e da decenni beneficia di sostegno pubblico per garantire stabilità e occupazione.
I timori evidenziati dal capogruppo Marco Carrel durante l’ultimo Consiglio regionale in merito alla situazione di forte disagio del personale Cogne hanno purtroppo trovato conferma.
La governance aziendale ha infatti annunciato importanti tagli ai contratti integrativi, generando preoccupazione e uno stato di agitazione tra i circa 1200 dipendenti e l’intero indotto
».

«Non è accettabile che una realtà produttiva sostenuta anche dalla comunità regionale risponda con un arretramento di diritti e tutele», dichiara il segretario politico Aldo Di Marco.

Per questo Pour l’Autonomie chiede alla Giunta di «aprire con urgenza un tavolo di concertazione istituzionale con la società, i sindacati e le parti sociali. La Regione ha il dovere di vigilare sull’uso di un bene pubblico e di garantire che chi ne usufruisce rispetti il principio di responsabilità sociale.
Il futuro della Cogne passa dal futuro dei 1200 lavoratori valdostani e delle loro famiglie. La politica non può limitarsi a prendere atto
».

Il sostegno allo sciopero da Alleanza Verdi Sinistra è arrivato lunedì 6 luglio: «Le lavoratrici e i lavoratori hanno già dato prova di responsabilità, affrontando una fase di grande incertezza. È quindi indispensabile che ogni discussione sul futuro dell’azienda e sull’organizzazione del lavoro avvenga attraverso un confronto serio e trasparente con le organizzazioni sindacali, senza scaricare ancora una volta il peso della crisi su chi ogni giorno contribuisce con il proprio lavoro alla tenuta dello stabilimento.
La contrattazione aziendale non è un ostacolo alla competitività, ma uno strumento che negli anni ha contribuito a costruire relazioni industriali solide e un equilibrio tra le esigenze produttive e la tutela del lavoro. Indebolirla significa aumentare le tensioni in un momento in cui servirebbero invece responsabilità e condivisione.
Per questo chiediamo alla Regione di attivarsi immediatamente, convocando un confronto tra azienda e organizzazioni sindacali per verificare le prospettive industriali della Cogne Acciai Speciali e favorire una soluzione che salvaguardi l’occupazione, i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori e il futuro di una delle realtà produttive più importanti della Valle d’Aosta
».

Martedì 7 luglio, giorno dello sciopero, Ambiente-Diritti-Uguaglianza ha ADU VdA espresso piena solidarietà ai lavoratori di Cogne Acciai Speciali: «La disdetta unilaterale del contratto integrativo aziendale, dopo mesi di contestazioni disciplinari e decisioni imposte senza confronto, non è un incidente di percorso: è la scelta di scaricare il costo di una crisi industriale su chi ogni giorno mette al lavoro la propria vita per tenere in piedi l’azienda. Quando la contrattazione viene smontata pezzo per pezzo, non si “razionalizzano i costi”: si spacca la forza collettiva di chi lavora, si isolano le persone una a una, si rende ciascuno più debole e più ricattabile davanti all’azienda. È esattamente questo il meccanismo che va respinto, prima ancora delle singole clausole in discussione: un sistema di relazioni industriali costruito in trent’anni non si cancella con un atto unilaterale, e i diritti conquistati non sono merce di scambio nei momenti di difficoltà del mercato.
La Valle d’Aosta non può permettersi che la sua principale realtà industriale affronti la crisi indebolendo chi ci lavora invece che costruendo, con investimenti e visione, un futuro produttivo sano e credibile. Le relazioni industriali fondate sul rispetto reciproco non sono un ostacolo alla competitività: sono la condizione affinché  la competitività non si traduca in macerie sociali
».

Incontro con la Giunta regionale

Venerdì 10 luglio 2026, i rappresentanti della Direzione di Cogne Acciai Speciali hanno incontrato la Giunta della Regione autonoma Valle d’Aosta per un aggiornamento in merito alla situazione aziendale e alle recenti dinamiche sindacali.

Nel corso dell’incontro, i rappresentanti aziendali hanno illustrato alla Giunta il contesto dei fatti, ricostruendo le circostanze che hanno portato all’apertura della fase di confronto con le Organizzazioni sindacali per il rinnovo del contratto integrativo aziendale.

L’Azienda ha ricordato che il contratto integrativo di Cogne Acciai Speciali è stato siglato con tutte le Organizzazioni Sindacali presenti in azienda e con le Rappresentanze Unitarie dei lavoratori. L’accordo prevede espressamente, al punto relativo alla validità, che l’accordo è scaduto il 17 aprile 2026 ed è valido sino alla fine della nuova trattativa di rinnovo dell’accordo. La negoziazione è stata aperta con l’obiettivo di giungere a una definizione condivisa entro il mese di settembre 2026.

La lettera inviata dall’Azienda alle Organizzazioni sindacali in data 1° luglio prevedeva un primo incontro per il 3 luglio in Confindustria Valle d’Aosta. I sindacati hanno successivamente chiesto di posticipare l’incontro a una data al 13 luglio, proposta che l’Azienda ha accolto.

La Società ha rilevato con sorpresa che, prima ancora dell’avvio effettivo del confronto e prima di conoscere la proposta aziendale per il rinnovo dell’accordo integrativo, i sindacati hanno proclamato uno sciopero di otto ore per il 7 luglio.

Cogne Acciai Speciali ritiene «non condivisibile la scelta di collegare alla vertenza collettiva anche vicende di carattere individuale, che l’Azienda considera distinte e che devono essere valutate nelle sedi e secondo le procedure appropriate» e ribadisce «di aver sempre agito nel pieno rispetto della normativa vigente, delle regole aziendali e a tutela del patrimonio dell’impresa, che rappresenta un bene comune per l’Azienda, per i lavoratori e per il territorio».

Lo sciopero ha coinvolto il 44% dell’organico.

Le richiesta di lega e Renaissance

I gruppi consiliari Lega Vallée d’Aoste e La Renaissance Valdôtaine ritengono che sulla vertenza Cogne Acciai Speciali «non ci si possa fermare alle dichiarazioni rassicuranti». Con un’interrogazione a risposta immediata, chiedono all’assessore competente di riferire in Aula quali azioni concrete il Governo regionale abbia messo in campo per tutelare la Cogne Acciai Speciali, anche alla luce dei recenti sviluppi della vertenza: lo sciopero di 8 ore proclamato lo scorso 7 luglio, l’incontro tra l’assessore Bertschy e le organizzazioni sindacali e il tavolo convocato presso il Ministero delle imprese e del made in Italy per il 21 luglio.

A seguito della comunicazione con cui l’Assessore Bertschy ha informato la Presidenza del Consiglio e della quarta Commissione dell’avvio di due distinti incontri, rispettivamente con i vertici aziendali e con le organizzazioni sindacali, i due gruppi consiliari hanno anche chiesto la convocazione in quarta Commissione dell’assessore e di tutte le parti interessate, azienda e sindacati, affinché il confronto, già avviato in sede informale, trovi una sede istituzionale stabile che possa individuare soluzioni concrete.

I due gruppi consiliari ribadiscono la propria disponibilità a un confronto costruttivo nella convinzione che la tutela di lavoratori e impresa richieda oggi la massima celerità, attenzione e coesione istituzionale.

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